L’ascesa verso la vetta del Gornergrat
maggio 7, 2016
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A Zermatt le auto sono bandite, qui si viaggia per ferrovia, proprio in prossimità dell’abitato di Tasch, dove un comodo terminal, consente il ricovero delle auto per utilizzare il treno certamente efficiente sia come orari che come comodità. Raggiungibile dopo aver percorso circa 7 km, sembra strano che, nel mondo di oggi, possa esistere una cittadina su cui si cammina a piedi, come a fine ottocento, quando appunto, venne inaugurata la ferrovia per la meta turistica di Zermatt con Visp sull’ampia valle del Rodano, quindi al tronco verso Milano via Sempione e, dall’altra parte, verso il lago Lemano direzione Ginevra.
Una moderna Bhe 4/8 a trazione trifase, dotata di cremagliera, ci attende sul binario con scartamento metrico di 1000 mm su per la salita al Gornergrat tra i massicci del Monte Rosa ed il Cervino in un fine settimana di inizio estate molto soleggiato, ma ben mitigato dall’aria frizzante dei 1600 m di quota della stazione. Lassù invece a quota 3089 m sono d’obbligo kway e felpa ben riposte nello zaino impermeabile che non deve mai mancare sulle camminate in montagna per via del repentino cambio del tempo. Un passeggero italiano
assicura che da questo versante il Cervino è tutta un’altra cosa rispetto a quello italiano e puntualizza che ha perso il conto di quante volte sia giunto sino qui per ammirare questo superbo spettacolo della natura.
Il suo entusiasmo emoziona non poco e quindi, a bordo del trenino, ci prepariamo alla partenza verso la vetta. Appena partiti dalla stazione, si supera il ponte sulla Vispa e si impegna la forte ascesa del 120 per mille transitando a ridosso delle abitazioni e dei numerosi passaggi pedonali a raso ben visibili dalle croci verticali rosse bianche, quindi, a mezza costa della montagna, dopo una serie di curve di stretto raggio, si entra in un bosco di conifere dalla fitta vegetazione puntellato ogni tanto da qualche malga. L’ascesa procede a velocità costante per poi, diminuire in prossimità della fermata di Findelbach subito dopo aver superato un alto viadotto su una valle laterale. Dopo una galleria paravalanghe a difesa della ferrovia eccone un altra sulla roccia viva, giù il paese di Zermatt, parecchio più in basso, lascia intendere quanto già percorso dal treno in termini di salita nonostante pochi km.
Lungo i tornanti, in mezzo al bosco, qualche apertura tra gli alti pini e, dopo una curva a strapiombo, ecco la maestosa sagoma piramidale del Cervino scolpito come una figura geometrica di assoluta perfezione.
Si prosegue ruotando di 180° su tratti sempre in forte ascesa, senza strattonamenti da parte dell’elettromotrice che scarica agevolmente sulla ruota dentata tutti i 1000 kw di potenza sulla cremagliera. Giunti a Rifferalp, una breve sosta per un incrocio con treno discendente, quindi si impegna nuovamente una lunga curva sulla destra uscendo su uno spazio all’aperto in mezzo al prato di un verde acceso che contrasta con il cielo terso, limpido e pulito da nuvole. Si imbocca una lunga galleria sui contrafforti della roccia salendo parecchio di quota al termine della quale si arriva a Riffelberg nel bel mezzo di una ampia radura parecchio frequentata anche d’estate per la presenza di innumerevoli sentieri ben segnalati ed attrezzati. Si riparte decisi verso la meta sulla roccia viva superando le varie asperità della montagna su pendii selvaggi e rocciosi in mezzo alla natura dell’alta quota, nel silenzio, scandito solo dal vociare, per la verità molto flebile dei passeggeri assorti e stupiti dalla grandiosità scenica del paesaggio disturbato solo dal leggero sibilo dei motori di trazione. Da una curva ecco le due cupole dell’osservatorio astronomico su in cima alla stazione capolinea del Gornergrat che si raggiunge dopo una serie di curve sempre in forte ascesa. Dalla stazione uno dei più bei panorami glaciali del pianeta direttamente sulle ampie lingue dei ghiacciai che scendono verso la valle e dietro, come un muro, imponenti e frastagliate la catena superba delle Alpi. I comodi sentieri permettono passeggiate in alta quota di estremo effetto e volendo si può scendere a valle lungo un percorso a ridosso della linea ferrata intersecandola più volte fino alla destinazione.
Quello che colpisce in questo tragitto è assolutamente la variazione del paesaggio che si ha dal finestrino, una volta brullo e aspro nell’ultimo tratto per poi diventare lussureggiante e rigoglioso a valle. La vocazione turistica di questo posto non lascia spazio ad altre considerazioni e, se poi, oltre la passione per la montagna, si fa un bel viaggio in treno la soddisfazione è doppia.
Dedicato al mio amico Alessandro, compagno di tanti viaggi, che, in un epoca in cui non c’era ancora internet, mi fece conoscere per la prima volta la ferrovia del Gornergrat con innumerevoli fotografie ed informazioni turistiche.
La foto di copertina, del maggio 2015 è di Nico Curci, che mi ha riportato indietro negli anni di quando feci il primo viaggio.

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