In viaggio verso Messina sulla dorsale ionica – sicula
giugno 5, 2016
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Il ritardo di 20 minuti del treno Intercity “Archimede” Siracusa – Roma Termini, in una afosa giornata estiva di metà agosto, in qualche modo obbliga a degustare una fresca e dissetante granita al limone per vincere la calura nel bar della stazione di Taormina-Giardini Naxos. La voce gracchiante dell’ altoparlante non lascia intendere il motivo del ritardo anche a causa del vociare dei passeggeri in attesa sull’elegante marciapiede del fabbricato viaggiatori in stile liberty molto ben conservato. Un tempo la cittadina di Giardini era abitata da pescatori per poi diventare, nel corso degli anni, una delle capitali del turismo siciliano complice anche la vicinanza ed il collegamento con l’antica Tauromenion situata su capo Schisò.

Un insieme di razze quelle che si sono susseguite per via delle dominazioni greche, romane, bizantine, arabe e normanne che nel corso degli anni hanno lasciato il segno, come il palazzo Corvaja, il teatro Greco, il castello medievale, le terme romane. Artisti, poeti e scrittori che si sono alternati nei loro viaggi culturali alla riscoperta del mondo classico e del paesaggio hanno fatto in modo che il viaggio in Sicilia diventasse, già a fine 800, una sorta di meta obbligata per la formazione culturale dell’alta borghesia e del ceto nobile europeo. Oggi la moltitudine di turisti continuano a visitare, complice anche il forte turismo estivo, l’alto profilo storico ed artistico della cittadina come, per esempio, un gruppo variopinto di persone appena scesi dal regionale Messina – Catania che attende l’incrocio con l’intercity. La linea ferroviaria della dorsale ionica-sicula Catania – Messina, ancora a semplice binario in alcuni tratti, non permette recuperi eccellenti, e, gli incroci, soprattutto a causa dei ritardi, si ripercuotono spesso sulla restante parte del viaggio con notevole disagio per le coincidenze.

Dalla breve galleria lato Catania sbuca l’intercity per Roma Termini con al traino una E656 esteticamente bruciata dal sole con tutte le pellicole della livrea xmpr rovinate e orrendamente deturpata con graffiti dai soliti vandali. La calca è impressionante: i corridoi strapieni di persone, come addirittura nei passaggi di intercomunicazione tra le carrozze rende davvero difficoltoso muoversi e si fanno letteralmente i salti per scavalcare borsoni e valigie faticando non poco a raggiungere il posto prenotato. Poi ci si aggiunge anche la scarsa ventilazione interna che mal sopporta tutta la gente presente a bordo. Mi chiedo il perché di cosi poche carrozze in una composizione a lunga percorrenza, per di più in estate con l’affollamento dei turisti, assolutamente insufficiente a garantire un servizio e un viaggio confortevole. Nella salita si perde altro tempo prezioso ed il ritardo aumenta muovendoci con un accumulo di altri 5 minuti.

Si parte a strattoni con lo sguardo sul mare Ionio dai fondali chiarissimi uscendo dalla stazione con l’ ampia visione della baia di Naxos, quindi si entra in una prima galleria sotto capo Taormina per uscire direttamente sulla caratteristica baia dell’isola Bella, il cui nome non è dettato dal caso. Questa piccola isoletta rocciosa, ricoperta di vegetazione e collegata alla spiaggia di sabbia fine e ciottoli da un piccolo istmo, non è altro che il simbolo di Taormina. Sotto la diretta gestione del WWF, la riserva naturale ospita flora di notevole interesse preservandone la cura e l’attenzione dovuta su tutto il tratto di costa sino a capo Sant’Andrea.

L’idilliaco quadro paesaggistico continua dopo un altra galleria sulla caletta della spiaggia di Mazzarò e poi lungo le alte falesie rocciose calcaree a ridosso della spiaggia Spisone poco prima dell’abitato di Letojanni. La ferrovia corre tra le case dei paesi costieri e l’autostrada a mezza costa della catena dei monti Peloritani superando di volta in volta ampi torrenti in secca d’estate, ma altrettanto copiosi e di carattere torrentizio durante i periodi di pioggia.

Di velocità contenuta, si viaggia a non più di 110 km/h superando varie intersezioni data la presenza di numerosi passaggi a livello per i vari accessi al mare ed intersecando più volte la statale 114. Avvicinandosi a capo Sant’Alessio lo spazio a tra terra e mare si restringe notevolmente causa le ripide colline che si raccordano con le montagne dell’entroterra come in prossimità di Forza d’Agrò dove la costa diventa rocciosa. Si superano in galleria le ripide pareti di dolomia di capo Sant’Alessio vero e proprio punto strategico dal quale si poteva controllare gran parte della costa ionica dall’omonimo castello fortificato nel punto più alto dell’altura su cui si stende il paese. Si oltrepassa la stazione, in rettilineo lungo l’ampio letto della fiumara d’Agrò in secca, quindi si procede verso Santa Teresa di Riva e Furci Siculo.

A destra si contraddistingue nettamente la costa calabra con il massiccio dell’Aspromonte che ci accompagnerà sino a Messina lungo la risalita verso lo Stretto. A Roccalumera antiche case padronali con stupendi giardini, cioè agrumeti di cedro e limoni, profumati e colorati, fanno da cornice lungo il viaggio fino a Nizza di Sicilia borgo marinaro dal toponimo storico in onore di Giuseppe Garibaldi dopo le battaglie garibaldine. Si varca il torrente Fiumedinisi superando il paese di Alì Terme con le sue acque ricche di iodio, zolfo, bromo e acido solforico per la cura della pelle e malattie del ricambio. Dopo una curva la ferrovia punta direttamente lungo la spiaggia selvaggia e solitaria di Marina d’Itala, poi, verso Scaletta Zanclea, arroccata su una rupe nella sovrastante collina, giunge a Giampilieri dove inizia il raddoppio verso Messina ormai vicina.

Si perde di vista il mare per via della moltitudine di case, degli esercizi turistici ed apparati industriali che iniziano a prendere il sopravvento sullo stretto lembo tra terra e mare. Velocemente superiamo Briga Marina, Galati e Tremestieri per arrivare al grande scalo ferroviario di Contesse alle porte di Messina. Il treno, dopo aver oltrepassato la fiumara di Gazzi, rallenta in prossimità di un segnale di protezione a ridosso della nuova galleria dei Peloritani, a doppio binario, della linea verso Palermo. Non si può non menzionare il vecchio tracciato, ormai in disuso, che, con forti ascese, aggirava la città di Messina portandosi in quota al culmine della galleria Peloritana per poi scendere dall’altro versante verso Villafranca Tirrena.

Si ricordano le doppie trazioni con le e636 in spinta ai pesanti merci dotate di maglia sganciabile mentre affrontavano la salita. Questo caratteristico aggeggio non è altro che un gancio che si apre tirando una corda direttamente dalla cabina di guida da parte del macchinista non appena giunti alla fine della salita. Una volta sganciata, la locomotiva di spinta retrocedeva nella stazione di inizio della salita per aiuto agli altri treni. Le officine ed il deposito locomotive sulla sinistra annunciano l’entrata a Messina Centrale sul binario attiguo della sezione proveniente da Palermo pronta ad essere agganciata per l’imbarco alla volta di Villa San Giovanni. A prescindere dall’aspetto mercantile, commerciale e militare Messina accoglie i visitatori con la visita al duomo del 1150 e la fontana di Orione ritenuta una delle più interessanti fontane cinquecentesche del mondo adopera del Montorsi discepolo di Michelangelo.

Non da meno la facciata duecentesca della Santa Maria Annunziata dei Catalani, la Cittadella e la Madonnina, la statua benedicente, simbolo della città, posta all’imbocco del porto.Da menzionare anche il grande porto naturale a forma di falce diviso in una parte commerciale, una militare e l’altra ai traghetti delle Fs.

Il rituale dell’imbarco e dello sbarco dei treni è un qualcosa che lascia di stucco, che appassiona, che incuriosisce, poco importa del tempo che si perde durante le manovre. Queste infatti hanno un fascino del tutto particolare, un qualcosa che rimane dentro a chi si prepara ad arrivare a casa e a chi, invece, deve ripartire. Una sensazione di gioia e tristezza a seconda del viaggio che si intraprende, ma questo, come sempre, è un elemento fondamentale del viaggio in treno.

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Left Right key navigation by Jaspreet Chahal