Dove nasce la mia passione per i treni di Claudio Cleri
giugno 28, 2016
6

Questo scritto non ha alcuna pretesa di essere un articolo, tanto meno un articolo a tema ferroviario. E’ semplicemente uno scritto rivisitato ed utilizzato per la produzione del Tutorial Video Nr. 5

Dove nasce la mia passione per i treni

di Claudio Cleri

Per alcuni anni, dal 1965 al 1979, i miei genitori usavano trascorrere le vacanze estive nella cittadina balneare di Falconara Marittima, nei pressi di Ancona, dove mio padre aveva lavorato nei primi anni sessanta presso i cantieri portuali.

I primi ricordi, diversi da quelli di paletta e secchiello, risalgono al 1973, quando all’età di otto anni lasciavo le formine per la sabbia agli amichetti della spiaggia e mi attaccavo al muro in cemento della ferrovia per guardare le locomotive “marroni” con il “muso quadrato” che dopo molti anni avrei scoperto essere le E.626 e le E.428. Come pure il ricordo di quella locomotiva con la “tapparella” che si confondeva con quella che aveva lo stesso “muso” ma che era più lunga e divisa in due … identificate in seguito come E.424 ed E.636. E poi, le corse di quelle carrozze dai colori bellissimi che andavano senza la locomotiva??!! … che ovviamente vetture che andavano da sole non erano bensì le elettromotrici ALe 601.

Non era possibile vivere in tutta tranquillità la spiaggia senza che il vocio dei bagnanti ed il rumore della pallina del biliardino venissero coperti dalle frequenti corse dei treni, dai fischi delle locomotive e dagli annunci di stazione.

01

– La cittadina di Falconara Marittima –

La cittadina scendeva dalla collina al mare incontrando prima la strada provinciale, poi lo stretto lungomare, quindi la ferrovia e la spiaggia. Per attraversare la strada e la ferrovia era necessario scendere in sottopassaggi umidi, lunghi e stretti, dove a malapena ci passavano due adulti. Dal marciapiede si scendeva la scala, si attraversava il tunnel, si risaliva una seconda scala e ci si trovava sulla spiaggia.         
Appena fuori, alle proprie spalle, c’erano i treni!

03

– Uno degli stretti sottopassaggi che portano alla spiaggia –

02

– L’uscita lato spiaggia di uno dei sottopassaggi –

Vi erano e ci sono tuttora due cavalcavia, a nord e a sud della stazione, dove lo spettacolo dei treni era davvero entusiasmante, come in galleria davanti allo schermo di un cinema.

04

– Il Cavalcavia sud lato Ancona –

Ma di tanto in tanto si faceva anche un bagno al mare tranne in quelle giornate in cui l’acqua appariva scura ed “il dire” comune dei bagnanti imputava alle petroliere il lavaggio delle proprie cisterne al largo della costa, dopo aver scaricato il prezioso carico alla vicina raffineria.      

06

– La raffineria API di Falconara Marittima –

Da quest’ultima si estendevano lunghi pontili verso il mare aperto dove attraccavano le petroliere cariche di oro nero. Bel posto, direte voi, per trascorrere le vacanze! Treni rumorosi, petroliere e raffineria, senza dimenticare il vicino aeroporto!

05

– Una petroliera attracca al pontile della raffineria –

Era quanto ci si poteva permettere e non era poi così male; ci sono ritornato di recente, nella stagione invernale e poi in quella estiva, riscoprendo una piacevole e tranquilla cittadina rimasta quasi “come un tempo”. Purtroppo sono i treni ad essere cambiati!

Al ritorno da queste vacanze puntualmente mi ritiravo in cameretta dove tiravo fuori l’unico convoglio rappresentato da una confezione Lima regalatomi dai nonni materni. Si trattava di una confezione di tutto rispetto con stazione, passaggio a livello, viadotto e deviatoi, ed una  bellissima E.646.

Dopo il 1979 le vacanze di famiglia si spostarono in Romagna, a Riccione, ed i treni non erano proprio “così vicini”. Inoltre, qualche interesse diverso iniziava ad presentarsi… Dal 1980 al 1995, mi allontanai progressivamente dagli anni in cui la ferrovia avrebbe potuto darmi più di quanto mi aveva già dato. Gli interessi cambiarono, l’adolescenza, la scuola superiore, il rugby, gli amori e gli amici che spesso mi prendevano in giro perché giocavo con i trenini mentre loro pensavano “ad altro”, la musica, il servizio militare, e poi il lavoro, che si presero tutto il tempo facendo sprofondare il treno in un lungo letargo. In questi anni la presenza del treno si limitò a qualche visita alla stazione di Bergamo, ogni tanto sentivo di doverci andare, nel prendere la  Freccia Orobica con gli amici per fare la vacanze a Riccione, al treno per Brescia e a quello per Padova durante il servizio militare, al treno per Milano e a quello per Lecco utilizzati spesso per motivi di lavoro.

06b

– ALn 668 Freccia Orobica foto di Piero Nembrini del 19 Giugno 1988 –

Ed anche per i viaggi vacanzieri prediligevo il treno, ricordo in particolare modo  Milano C.le – Parigi in cuccette, il Paris – Calais per poi prendere il battello che ti portava a Dover; quindi ancora sul treno per arrivare a London Victoria, cambio stazione in metropolitana e partenza da King’s Cross per Edinburgh Waverley Station. Ed il ritorno nel ”pauroso tunnel” sotto la Manica, dove all’approssimarsi dell’attraversamento marino il vocio dei passeggeri scende di volume ed oltre i finestrini solo il buio più assoluto.

06c

– Convoglio della Great North Eastern Railway a King’s Cros –

Nel 1995 il ritorno di fiamma. Passeggiando con un amico per Bergamo, mi ritrovai davanti alla vetrina di un negozio di modellismo e la tentazione di entrare fu tale da uscirne con una scatola Fleischmann con loco tender e carri merci. E di seguito qualche altra locomotiva…, qualche altro carro…, qualche altra carrozza…, da far girare sull’ovale montato in taverna. Un ovale nel vero senso della parola che rimase tale per ragioni di spazio e mancanza di fantasia sino al 2001.                
Matrimonio con Marianna, casa nuova, grande box, auto … una!, spazio per tornare a montare l’ovale! Siii!   
Nei tre anni a seguire l’ovale diventò sempre meno ovale ma confinato per dimensioni e molto limitato nella rappresentazione.  L’unica cosa che cresceva sempre più era la conoscenza del materiale rotabile e la collezione di modelli in scala 1:87 che oggi prende posto nel mio studiolo all’interno di quattro bacheche.

Bacheche

– La mia collezione prende posto in quattro bacheche nel mio studiolo –

Nel 2005 mi associai al Gruppo Fermodellistico Orobico di Bergamo la cui sede era, ed è tutto’ora, presso il piccolo e modesto, ma interessante, museo del trasporto allestito da ATB presso la propria sede. Ricordo la prima sera presso il gruppo dove l’entusiasmo di condividere finalmente la mia passione con altre persone, di età ed estrazione sociale diversa, e nel vedere i plastici allestiti in sede fu tale da confondere realismo e modellismo ferroviario. La voglia di realizzare un mio plastico scaturì in quegli istanti e dopo qualche tempo decisi di aprire il “cantiere” nel box.

gfo

– Alcuni scorci dei plastici FVS ed FVB presso il gruppo GFO di Bergamo –

Ma il tempo è sempre stato poco, causa un lavoro che mi trasferiva spesso per l’Italia e per l’Europa, tante idee ma poco convincenti, tanti lavori iniziati e poi interrotti, spese sbagliate per inesperienza, il tutto mi condusse ad una confusione tale da cambiare hobby e dedicarmi al decoupage. Sto scherzando, ma tutto questo tempo, sino a giungere a tutto il 2006, è servito quantomeno per capire che cosa effettivamente avrei voluto realizzare.           
Dove era nata questa mia passione? A Falconara Marittima e quindi … perché non realizzare proprio la Stazione di Falconara Marittima, con parte dello scalo verso la raffineria, in una scala di compromessi vicino ad una rappresentazione realistica? Siii!

Nel 2006 venni a conoscenza di un gruppo di appassionati milanesi che non pitturavano i modelli in scala bensì i modelloni, quelli veri! La “Squadra Pittori”, così si chiamava questo gruppo che in accordo con FS Cargo si cimentava nel rifacimento dello schema di coloritura di materiale rotabile per riportarlo alle livree d’origine. Fu proprio nel 2006 che partecipai al Porte Aperte organizzato per il 75° Anniversario dell’OML DL di Milano Smistamento e mossi i primi passi per entrare a far parte di questo gruppo.

Nel 2007 la “Squadra Pittori” si costituì in Associazione Rotabili Storici Milano Smistamento e subito feci richiesta di entrarvi e dove ancor oggi mi ritrovo, facendo parte della “Squadra Operativa”, del Consiglio Direttivo e ho assunto la figura di Webmaster realizzando il nuovo sito web. Grandi amici, grandi esperienze, grandi soddisfazioni che sono andati ben oltre a tutto il lavoro fatto insieme. I porte aperte, le varie iniziative,  gli incontri, i sopralluoghi, i lavori in officina, i treni storici e molto altro ancora hanno coniugato la passione del mondo in miniatura del modellismo con il mondo reale della ferrovia.

Cattura

– Al lavoro In cabina AT di un famoso rotabile storico –

Ma… il plastico?

Il progetto propone la stazione di Falconara M.ma in scala di compromessi, con parte dello scalo verso la vicina raffineria. Include inoltre un deposito locomotive per trazione vapore e diesel di fantasia seppur nel rispetto di quelle che erano le fasi di ricovero delle loco. Il progetto è del tipo a parete, si sviluppa per una lunghezza di circa 11 metri ed una larghezza di circa 3.50 metri, con larghezza dei moduli variabile dai 50 ai 120 cm. Non mancano tratti di piena linea, benché limitati dallo spazio a disposizione e due livelli inferiori di percorrenza e due stazioni nascoste per il ricovero dei rotabili. I convogli per le direttrici di Roma, Bologna ed Ancona partono ed arrivano,come al vero, dalle stesse direzioni.

Plastico

– Il progetto del plastico –

Quanto prima pubblicherò qualche immagine.

All’interno di questo “ovale” è in costruzione, sempre in scala di compromessi, un deposito locomotive al quale mi sono particolarmente affezionato in questi ultimi anni, ovvero l’OML DL di Milano Smistamento. Dalle dimensioni in scala 1:87 di metri 6 x 2 sono riuscito, senza modificare la geometria dell’impianto, a contenere il tutto in metri 5 x 1,5. Dall’ingresso al Diesel passando per la Media sino alla Piccola, con tanto di ponti trasbordatori, piattaforma girevole e rimessa circolare, a parte di campagna.

Ad oggi ho realizzato tutto il telaio del piano zero, posato i binari di stazione, dello scalo, di percorrenza, del deposito vapore/diesel, i raccordi, oltre alla realizzazione in plastica ed ottone di elemento tecnico-ferroviari.

Ho voluto portare anche la mia professione di informatico a bordo di questa passione realizzando “il Portale dei treni” nel Febbraio del 2014, un sito web che permette il caricamento di fotografie ferroviarie da parte di appassionati all’interno di un database condiviso con Facebook. Un progetto che da pochi mesi ha visto la seconda versione in cui il portale ha trovato spazio all’interno della iPdT-Community, un social network ferroviario italiano in continua evoluzione. Un modo di fare comunità ferroviaria, per raccogliere e condividere il patrimonio fotografico e documentale di tanti appassionati.

ipdt

Utilizzo di questa funzionalità riservato ai membri della community. Effettua il Login oppure Registrati.
Left Right key navigation by Jaspreet Chahal