LA FERROVIA ELEVATA DI MILANO – di Matteo Cerizza
febbraio 28, 2017
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LA FERROVIA ELEVATA DI MILANO

Storia di una ferrovia poco conosciuta, costruita appositamente in occasione della grande esposizione internazionale di milano del 1906, tenutasi  in onore del traforo per la realizzazione della galleria ferroviaria del sempione.
di Matteo Cerizza

Nel capoluogo lombardo, dalla fine di Aprile ai primi di Novembre  dell’ormai lontano 1906, si tenne una Grande Esposizione Internazionale ideata appositamente per festeggiare il completamento e l’inaugurazione del traforo internazionale del Sempione, considerato all’epoca come la più colossale opera di ingegneria ferroviaria fino ad allora mai realizzata.

Questa manifestazione (che passò alla storia anche come Esposizione del Sempione) può essere considerata a buon titolo la progenitrice dell’importantissima Fiera Campionaria di Milano.

Prima di tutto qualche cenno storico sulla galleria del Sempione:

Dopo il Fréjus (inaugurato ufficialmente il 17 settembre 1871 e lungo 13.535 metri) ed il Gottardo (inaugurato ufficialmente il 21 maggio 1882 e lungo 14.912 metri) il tunnel del Sempione coi suoi 19.803 metri era a quei tempi la galleria ferroviaria di valico più lunga del mondo.

Il 2 agosto 1898 iniziarono sul versante elvetico i lavori di scavo del primo tunnel, mentre il 16 agosto dello stesso anno iniziarono quelli sul versante italiano del Monte Leone; i quali si incontrarono il 24 febbraio 1905, con la caduta del diaframma della galleria.

Il 1 luglio del 1905 si costituirono le FS e l’apertura del Sempione l’anno successivo fu l’evento che siglò in maniera molto positiva l’immagine delle neonate Ferrovie dello Stato, sia nel nostro paese che nel resto del mondo, per aver portato a compimento un’impresa così ardua.

Il 25 gennaio 1906 il primo treno (a vapore) di prova percorse il traforo, mentre il 19 maggio dello stesso anno avvenne l’inaugurazione ufficiale del tunnel (con la partecipazione del re d’Italia Vittorio Emanuele III ed il presidente della Confederazione Elvetica Ludwig Forrer), e un treno a vapore metteva in comunicazione diretta l’Ossola con il Vallese, viaggiando da Domodossola a Briga e attraversando il traforo del Sempione; ma già nel giugno del 1906 le prime locomotive elettriche trifasi iniziarono a correre nella galleria, tra Briga e Iselle di Trasquera.

La seconda galleria del Sempione venne poi realizzata allargando il cunicolo di servizio parallelo, e a causa della Grande Guerra fu inaugurata soltanto il 16 ottobre del 1922: in quell’occasione il traforo batté se stesso di altri 20 metri (raggiungendo i 19.823 metri), conservando così il record mondiale di lunghezza per una galleria ferroviaria fino al 1982, anno in cui dovette poi cederlo al giapponese Dai-shimizu (22 km).

Il tunnel del Sempione aveva di fatto collegato in maniera rapida e diretta l’Italia col nord Europa, e idealmente questa linea ferroviaria partiva da Milano (che dista circa 144 km dall’imbocco sud del traforo internazionale); ed è anche per questo motivo che nel 1906, anno d’inaugurazione della galleria, si decise di festeggiare l’evento proprio nel capoluogo lombardo, celebrandolo con una colossale Esposizione Internazionale di scienza e arte nella città che più di ogni altra avrebbe avuto vantaggi dall’apertura di questa nuova linea.

Come accesso principale ai padiglioni della fiera venne realizzata un imponente struttura in stile liberty (opera dell’architetto Sebastiano Locati) che riprendeva verosimilmente la forma del portale sud d’ingresso del tunnel a Iselle, sul versante italiano, col relativo cunicolo di servizio (la cui entrata venne resa identica a quella del traforo) e nel mezzo dei due portali vennero collocate una scultura ed una stele che rendevano omaggio a tutti coloro che avevano reso possibile la realizzazione del traforo del Sempione.

Per questa Grande Esposizione Internazionale venne costruita ex novo un’avveniristica ferrovia elettrica sopraelevata, utilizzata per collegare le due grandi aree cittadine interessate dalla manifestazione, cioè il Parco Sempione e l’allora Piazza D’Armi (quest’ultima, dal 1923 diventò la collocazione della Fiera Campionaria, oggi area FieraMilanoCity).

Questa particolare ferrovia sopraelevata, progettata dagli ingegneri Carlo Bianchi, Francesco Magnani e Mario Rondoni, era alimentata con corrente alternata monofase a 2000 Volt e si sviluppava su un percorso lungo circa 1350 metri, sopra un viadotto appositamente realizzato a 7 metri dal suolo per poter scavalcare agevolmente i binari delle Ferrovie Nord Milano e quelli dello scalo ferroviario di Porta Sempione (entrato in servizio il 15 settembre 1883 e dismesso a partire dal 1918, oggi non più esistente); ma anche per non interferire e intralciare la circolazione del traffico stradale.

Il materiale elettrico della sopraelevata venne progettato dal ”Comitato per la trazione elettrica” diretto dagli ingegneri Tallero e Finzi, la parte meccanica fu costruita dalle Officine Meccaniche di Milano, mentre le apparecchiature elettriche vennero fornite dalla Unione Elettrotecnica Italiana.

Le due stazioni di arrivo e partenza erano dotate di un solo binario, mentre il percorso era realizzato a doppio binario (a scartamento ordinario); il sistema aereo di alimentazione era costituito da due fili di rame duro elettrolitico, tesi in corrispondenza della mezzeria dei binari, a un’altezza massima di 5,50 metri rispetto al piano del ferro.

L’energia elettrica necessaria veniva fornita dalla ditta Edison, e la centrale elettrica per la trazione trovò posto sotto la stazione di Piazza D’Armi, opera dell’architetto Orsino Bongi.

Il materiale rotabile della ferrovia sopraelevata era costituito da quattro treni completi, più mezzo treno di riserva; a loro volta i convogli erano composti da quattro vetture lunghe 10 metri e pesanti 14 tonnellate ciascuna, le cui due vetture poste alle estremità erano munite di due motori ciascuna, mentre le rimanenti due vetture intermedie disponevano ognuna solamente di un motore.

Le complessive 18 vetture erano singolarmente attrezzate con 24 posti a sedere (i sedili interni erano eleganti poltroncine di velluto rosso) e disponevano di una capienza massima che andava dalle 50 persone (per le vetture poste alle estremità) alle 80 persone (per le vetture intermedie).

La sera del 14 aprile 1906 il Comitato Esecutivo dell’Esposizione collaudò personalmente la “sopraelevata”, prima dell’apertura al pubblico tenutasi da fine Aprile ai primi di Novembre, con esito più che positivo.

Il 28 aprile 1906 si tenne la cerimonia per l’inaugurazione ufficiale della manifestazione, alla presenza di Sua Maestà Vittorio Emanuele III, mentre il giorno seguente, 29 aprile, avvenne anche la cerimonia per la posa della prima pietra per la realizzazione della Nuova Stazione Centrale di Milano (che verrà successivamente inaugurata il primo Luglio del 1931).

Ogni treno della sopraelevata poteva trasportare 260 persone, che arrivarono anche a 300 nelle ore di maggiore affluenza, con un’intensità di percorrenza di un convoglio ogni tre minuti in partenza dal Parco e dalla Piazza D’Armi, per un massimo di quaranta corse all’ora con circa 60 mila persone trasportate al giorno.

Il personale di manovra di ogni treno era costituito da una sola persona, e la velocità massima, di 40 Km/h, la si raggiungeva nel tratto intermedio della linea, mentre nei tratti vicini alle stazioni la velocità venne ridotta anche per motivi di sicurezza.

Il prezzo di una corsa sulla ferrovia elettrica sopraelevata era di 10 Centesimi di Lire.

Da segnalare, come nota curiosa, che all’interno della Grande Esposizione Internazionale venne invece costruito un circuito di binari su cui erano in servizio dei curiosi “tram a benzina” FIAT – DIATTO (progenitori delle più moderne automotrici termiche ferroviarie).

Con tali novità, oggetto di stupore e ammirazione da parte dei moltissimi visitatori arrivati da ogni parte del mondo, la città di Milano si presentava come una realtà all’avanguardia, moderna ed efficiente anche nel campo dei trasporti pubblici su rotaie.

Alla fine della Grande Esposizione Internazionale tutti gli edifici e i padiglioni espositivi vennero smantellati (ad eccezione dell’acquario, ancora oggi visitabile, anche se radicalmente mutato nella sua originaria struttura) e anche la spettacolare ferrovia sopraelevata di Milano cessò di esistere, con lo smontaggio dell’intera struttura sopraelevata, degli impianti e delle relative stazioni.

A differenza degli impianti fissi il materiale rotabile trovò invece una nuova vita; infatti con una parziale trasformazione dei convogli utilizzati per la ferrovia sopraelevata si ottenne il materiale rotabile utilizzato sulla tranvia Intra – Omegna, la quale venne inaugurata in più tratte dal 1910 al 1928 per poi essere soppressa nel Settembre del 1946; ponendo così definitivamente la parola “Fine” alla curiosa storia dei convogli realizzati per la ferrovia sopraelevata della Grande Esposizione Internazionale di Milano del 1906.

 

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Cartolina raffigurante l’entrata principale dell’Esposizione Internazionale di Milano del 1906. L’imponente struttura venne realizzata dall’architetto milanese Sebastiano Locati e raffigurava chiaramente il portale sul versante italiano del traforo del Sempione, presso Iselle di Trasquera.

 

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Dettaglio del portale d’entrata dell’Esposizione Internazionale di Milano del 1906. Fra i portali delle 2 gallerie vennero raffigurati degli operai intenti a lavorare, per rendere omaggio a tutti i minatori che contribuirono a realizzare questa colossale galleria.

 

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Stazione della ferrovia sopraelevata, realizzata dall’architetto Bongi ed ubicata nell’area del Parco Sempione.

 

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Cartolina ufficiale dell’Esposizione Milano-Sempione, raffigurante la stazione della ferrovia sopraelevata, realizzata dall’architetto Bongi ed ubicata nell’area del Parco Sempione.

 

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Esterno della stazione della ferrovia sopraelevata ubicata nell’area del Parco Sempione, in cui si nota l’inizio del viadotto su cui sta per transitare un convoglio diretto alla stazione della Piazza d’Armi.

 

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Stazione della ferrovia sopraelevata, realizzata dagli ingegneri Bianchi, Magnani e Rondoni e collocata nell’area della Piazza d’Armi (l’odierno quartiere di FieraMilanoCity).

 

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Cartolina ufficiale dell’Esposizione Milano-Sempione, raffigurante la stazione della ferrovia sopraelevata collocata nella Piazza d’Armi, realizzata dagli ingegneri Bianchi, Magnani e Rondoni.

 

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Interno della stazione della ferrovia sopraelevata ubicata nell’area della Piazza d’Armi, in cui si notano i marciapiedi e le volte interamente realizzati in legno.

 

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Esterno della stazione della ferrovia sopraelevata ubicata nell’area della Piazza d’Armi, in cui si nota il viadotto in legno ed un convoglio attestato al paraurti, in attesa di riprendere il suo regolare servizio.

 

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Cartolina ufficiale dell’Esposizione Internazionale di Milano del 1906, raffigurante un disegno a volo d’uccello comprendente tutta l’area occupata dalla manifestazione, realizzato da Mario Stroppa (in rosso è evidenziato il percorso effettuato dalla ferrovia sopraelevata tra le due stazioni del Parco Sempione e della Piazza d’Armi).

 

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Cartolina doppia illustrante la planimetria delle due aree cittadine (il Parco Sempione e la Piazza d’Armi) interessate nel 1906 dalla Esposizione Internazionale (denominata anche Esposizione Milano-Sempione, in quanto il tema principale era proprio l’inaugurazione del tunnel ferroviario Italo-Svizzero del Sempione, all’epoca il più lungo del mondo). I quadrati di color violetto evidenziano le due stazioni della ferrovia sopraelevata.

 

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Cartolina ufficiale commissionata dalle Ferrovie dello Stato e realizzata dall’artista C. Ferrari per la posa della prima pietra per la realizzazione della Nuova Stazione Centrale di Milano, avvenuta il 29 Aprile del 1906. Come ben si può vedere dall’immagine, l’architettura della stazione doveva essere totalmente diversa da quella che poi venne ripresa nel dopoguerra dall’architetto Ulisse Stacchini.

 

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Altra cartolina ufficiale commissionata dalle Ferrovie dello Stato e realizzata dall’artista Giulio Ricci per la posa della prima pietra per la realizzazione della Nuova Stazione Centrale di Milano, avvenuta il 29 Aprile del 1906. Come ben si può vedere dall’immagine, l’architettura della stazione doveva essere totalmente diversa da quella che poi venne ripresa nel dopoguerra dall’architetto Ulisse Stacchini.

 

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Sul retro di tutte le cartoline ufficiali realizzate per l’Esposizione Internazionale di Milano del 1906 in alto a sinistra compariva lo speciale logo scelto per questa importante manifestazione, che raffigurava una figura maschile che impugnava la caratteristica ruota alata, simbolo delle ferrovie, la quale idealmente seguiva le rotaie fino all’imboccatura sud della galleria del Sempione, posta tra le montagne. Le lettere E.M.S. stanno ad indicare l’Esposizione Milano-Sempione.

 

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Veduta della stazione di Iselle di Trasquera (VB) all’incirca nel 1905, quasi al completamento dei lavori. Nell’immagine è ben visibile sia l’imbocco che l’uscita della galleria detta “Sempioncino”, lunga solo poche decine di metri, che precede il tunnel del Sempione, dal lato Italia, del quale si intravede il portale in pietra dietro a questa.

 

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Durante l’Esposizione Internazionale vennero allestiti anche alcuni padiglioni per mostrare ai visitatori il meglio dell’ingegneria ferroviaria dell’epoca realizzata dai vari Paesi partecipanti alla manifestazione. In questa immagine è visibile il padiglione della Germania, dedicato alle Ferrovie dello Stato Prussiano. Si notino i vari segnali ad ala montati su pali a traliccio, come in uso a quei tempi, già posti in opera.

 

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Cartolina illustrata che raffigura il padiglione dedicato alla Mostra Ferroviaria dell’Italia, realizzato dall’architetto Bongi.

 

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All’interno del padiglione dedicato alla Mostra Ferroviaria dell’Italia (realizzato dall’architetto Bongi) trovavano posto le migliori eccellenze delle industrie ferroviarie del nostro Paese. In questa immagine è illustrato lo spazio dedicato alla Società Italiana Ernesto Breda di Milano. Tra carri e carrozze, sulla destra è ben visibile una locomotiva del gruppo 670 FS (con la marcatura sei cifre adottata dopo qualche anno sarà classificata 670.043) denominata “Mucca”.

 

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Cartolina ufficiale dell’Esposizione Internazionale di Milano del 1906 tratta dal manifesto pubblicitario realizzato dall’artista Metlicovitz. La raffigurazione dovrebbe simboleggiare gli spiriti della montagna che, seduti sul pancone di una vaporiera, stanno per uscire dal lungo tunnel scavato sotto il monte Leone…sullo sfondo si intravedono le guglie del Duomo di Milano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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